Luglio 2006
 laura & mauro> I Minnie’s esistono da una decina d'anni... Sapreste farci un bilancio della vostra carriera?
Minnies> I Minnie’s esistono da tanto tempo, ma tanto tempo sulle spalle non se lo sentono affatto.
E’ che siamo cresciuti insieme e insieme abbiamo condiviso tutte le esperienze legate al gruppo: dall’imparare a suonare, all’imparare a scrivere canzoni nostre; dai concerti più piccoli ai grandi festival. E’impossibile fare un bilancio preciso della nostra carriera perchè suonare è stato e rimane la cosa più bella e più importante della nostra vita.
laura & mauro> Com'è cambiata la vostra visione della musica durante questi anni?
Minnies> Da ascoltatori la nostra passione per la musica è rimasta immutata. Il piacere di scartare un cd, di annusare le pagine di un booklet, oppure di sfilare un vinile dalla sua confezione di carta sono sensazioni che non perderanno mai valore per noi. E’cambiata piuttosto la nostra visione della musica a livello di band perché è cambiato quello che ruota attorno alla musica. Quando abbiamo iniziato, a Milano nel ’95, c’era ancora una scena punk/hc ben radicata, sebbene non fosse più la Milano del Virus e dei Wretched. Ricordo che in quel periodo gruppi come i Sotto Pressione per l’hardcore e i Punkreas (non quelli di Canapa) per il punkrock, erano stati in grado di riaccendere nuovamente la miccia. Una miccia che per qualche anno ha bruciato ancora in maniera molto forte nel circuito dei centri sociali e del diy. Però, dopo l’esplosione commerciale della nuova ondata punk oltreoceano col carrozzone che si è portata dietro anche da noi, temo che si sia rovinato per sempre lo spirito più autentico del punk. L’unico aspetto positivo di questa situazione (almeno dal punto di vista dell’offerta musicale) è che oggi c’è molta più scelta: puoi vederti il triplo dei gruppi che ti piacciano rispetto a dieci anni fa perché ci sono un sacco di posti dove suonare in più e un sacco di band in tour, ma questa professionalizzazione ha portato anche a considerare le band e i loro dischi come dei prodotti da consumare e buttare via troppo in fretta…
laura & mauro> E dal punto di vista umano in che cosa e per che cosa vi sentite cambiati?
Minnies> Direi che siamo diventati un po’ più consapevoli in quello che facciamo. Suonare ha condizionato la nostra vita per sempre, a prescindere dall’essere gruppo. Ci ha insegnato ad avere un atteggiamento positivamente critico nei confronti del mondo che ci circonda. Qualsiasi cosa faremo nella nostra vita, che sia legata alla musica o meno, rimarremo legati a questa attitudine.
laura & mauro> Facciamo un piccolo passo indietro: per chi ancora non conoscesse i Minnie's, come li presentereste? Quali aggettivi usereste?
Minnies> Abbiamo sempre detto di essere nervosi. C’è stato un periodo in cui siamo stati più incazzati e confusi che nervosi. Oggi siamo attenti. Perché la situazione attorno a noi lo richiede e perché siamo all’inizio di un nuovo capitolo della nostra storia. Stiamo cominciando a scrivere i pezzi per un nuovo disco. A quelli che non ci conoscono diciamo semplicemente di venire a vederci. So che può sembrare la cosa più scontata da dire per presentarsi, ma il concerto per una band resta la più importante possibilità di differenziarsi realmente da tutte le altre. E poi nella mia vita ho sentito molti gruppi dire cose più intelligenti tra un pezzo e un altro piuttosto che in un intero disco!
laura & mauro> Ci fate il punto sulla vostra discografia? Quanti dischi avete all'attivo?
Minnies> Abbiamo pubblicato due full lenght, uno nel ’97 e uno nel 2003, intervallati da uno split uscito nel 2000 e due ep, uno del 2004 e l’altro, “Il Pane e le Rose” appena uscito per NoReason Records.
A questi vanno aggiunti un numero svariato di canzoni pubblicate su diverse compilation in Italia e all’estero. Se un giorno avremo due lire in tasca ci piacerebbe recuperare tutti i pezzi sparsi e farli uscire in un unico disco. Per ora, ne abbiamo messo qualcuno a disposizione sul nostro sito, per quelle compilation che non si trovano più in giro.
laura & mauro> A proposito del vostro nuovo EP. Com'è nata la collaborazione con NoReason Records?
Minnies> Conoscevamo Dami, uno dei due ragazzi di NoReason, perché in passato ci aveva organizzato un concerto, ma non sapevamo nulla del progetto legato all’etichetta. E’ stato una piacevole coincidenza, qualche mese fa, a metterci in contatto. Noi avevamo appena finito di registrare i pezzi per l’EP mentre loro avevano appena iniziato con NoReason. Sapevamo che cercavano band per una compilation acustica e abbiamo pensato di regalargli uno dei nostri pezzi. In realtà è bastato un veloce incontro per decidere di far uscire per loro l’EP. Siamo felici che abbiano scelto noi per inaugurare il loro catalogo e mi fa piacere poter collaborare insieme alla crescita dell’etichetta giorno per giorno. Ad esempio, so che la compilation acustica di cui ti parlavo uscirà il prossimo settembre e nello stesso periodo verrà pubblicato anche il disco dei Garretti che sono senza dubbio uno dei gruppi più interessanti attualmente in circolazione
laura & mauro> “Il Pane e le Rose”… Come mai la scelta di questo titolo?
Minnies> Il Pane e le Rose è uno slogan che ha un significato molto forte politicamente ed è molto affascinante dal punto di vista simbolico. Spiega bene come nella vita non basti soddisfare le necessità primarie, ma che anche quelle superflue spesso sono altrettanto fondamentali. Nel nostro caso poi, l’utilizzo di questo titolo non aveva un intento semplicemente politico ma, visto che si tratta in parte di materiale già edito, volevamo soddisfare “il necessario” riprendendo pezzi “storici” del nostro repertorio e aprire una finestra su quello che potrà essere il futuro dei Minnie’s con un surplus, l’inedito che da appunto il titolo al disco.
laura & mauro> Come mai avete scelto solo un brano inedito e quattro “storici”?
Minnies> Tutto è nato quando nel febbraio del 2005 abbiamo registrato una nuova versione di “Io farei accademia”… Suonavamo ancora con Paolino all’epoca e avevamo intenzione di reincidere il pezzo per la ripresa di un video che però non è mai arrivata. Il fatto è che qualche mese dopo questa registrazione abbiamo cambiato batterista e abbiamo dovuto rivedere tutti i nostri piani. Riparlando di quel pezzo e dei nostri progetti più immediati con Paolo Mauri (che ha curato la produzione artistica dell’EP) ci è sembrata una buona idea fissare questo momento di passaggio con un disco che fermasse quanto abbiamo fatto fino ad oggi per prepararci a voltare pagina… Così abbiamo ripreso per ogni disco pubblicato fino ad oggi un brano che avesse un valore particolare per noi. Ma quello che da il vero spessore a questo disco e lo rende speciale è proprio l’ottica e lo stile con cui li abbiamo registrati. Lo sforzo è stato prima di tutto dimenticarsi che si trattava di canzoni già pubblicate. Non a caso se senti “In Casa” nel primo disco e la versione sull’EP si tratta davvero di due canzoni diverse e non semplicemente di due arrangiamenti diversi.
laura & mauro> Siete sempre stati piuttosto attivi anche sul piano "live". C'è qualche concerto che ricordate con particolare piacere?
Minnies> Ognuno di noi ne ha uno in particolare. Di solito quando ce lo chiedono io dico quello che abbiamo fatto in Germania con gli Steaknife, durante il tour di “Un’estate al freddo” nell’estate 2003. Gli Steaknife sono il gruppo di Lee Hollys degli Spermbirds (uno dei miei gruppi preferiti in assoluto) ma ce ne sono molti altri, grandi e piccoli, che ricordo con piacere. Quello coi Satanic Surfers al Forte Predestino di Roma nel 2001 ad esempio che fu uno dei primi concerti importanti che abbiamo fatto e più recentemente ti direi quello a Milano coi Miles Apart che rimangono per me un gruppo eccezionale e un punto di riferimento imprescindibile dal punto di vista umano.
laura & mauro> Vi preparate in maniera particolare per un concerto?
Minnies> Se ti dico che ci prepariamo ubriacandoci ti dico la cosa più scontata per ogni punkrock band che si rispetti, per cui ti dirò che si! Alcuni di noi si preparano facendo esercizi fisici un attimo prima di iniziare. Peccato che dovresti vedere l’esecuzione di questi esercizi… soprattutto quando la birra ha già fatto in modo che il nostro senso dell’equilibrio sia pari a zero!
laura & mauro> C’è qualcosa che vi emoziona di più durante lo show?
Minnies> Mi emoziona vedere la gente che non ci conosce muoversi ed avere voglia di interagire con noi. La sensazione è ancora più forte quando siamo all’estero e la barriera linguistica limita ancora di più la possibilità di farci capire, ma in qualche modo abbatte anche ogni inibizione da parte nostra e da parte del pubblico. E ci fa capire che entrambi siamo lì per la stessa cosa: divertirci.
laura & mauro> Ultima domanda: in questo periodo ci sono in ballo molti Festival estivi… che ne pensate in linea generale? Pensate di partecipare a qualcuno?
Minnies> I grandi festival estivi (quelli coi grupponi per intenderci) non mi fanno impazzire perché non riesci mai a gustarti il concerto fino in fondo. C’è sempre poco tempo a disposizione per gli artisti e il più delle volte ti ritrovi lì a seguire il tuo cantante preferito con accanto uno si sta mangiando un panino con la salamela, mentre tu sei lì a cantare col cuore in mano le canzoni della tua vita… Al contrario mi piacciono i festival piccoli. L’anno scorso ad esempio abbiamo suonato a quello organizzato a Bergamo da Charlie di RedCarsGoFaster che è stato bellissimo e quest’anno abbiamo partecipato alla prima edizione di un piccolissimo festival in Umbria, dove nel giardino di una biblioteca abbiamo suonato insieme agli Altro, i Dummo e i Tiger Shit, Tiger, Tiger in contemporanea con la presentazione del libro di fumetti di Ale Baronciani degli Altro (che si chiama “Una storia a fumetti” e che vi consiglio di prendere se ancora non l’avete fatto) e della lettura di alcune poesie scelte. Un bel connubio tra musica e libri e un modo per avvicinare gente diversa ai concerti. A fine mese saremo di nuovo in giro per altre date, per cui tenete d’occhio il nostro sito!
Intervista curata da lauretta_punx & mauro_messiah |