INTERVISTA A LA MENADE!

Maggio 2006

Risponde all'intervista: Tatiana, voce e chitarrista della band.

Per§o> Innanzitutto ciao, e grazie per l'intervista. Ho cercato un pò su internet una vostra biografia dettagliata, ma non sono riuscito a trovarla. Quindi spero non mi odierete se comincio con una domanda classica come "Quando e come è nato il gruppo?"

Tatiana> Ciao a te...ehm ehm, potrei farlo visto che basta ciccare il nostro logo sul sito www.lamenade.com per godersi una buona biografia menadea...comunque...

La Menade nasce più o meno alla fine del 1999 dall'idea mia (Tatiana, voce e chitarra) e Tanya (tastiere) di suonare insieme e di metter su una band. L'idea del gruppo femminile viene successivamente, un po' per caso, un po' per fortuna. Un bassista (Claudio), conosciuto ad una specie di festival rock, ci parla di una sua amica, batterista, che avrebbe potuto verosimilmente essere interessata alla nostra musica e ci mette in contatto con lei: codesta figura era Lucia, il cui avvento ha miracolosamente condotto nel gruppo, circa un anno dopo, anche la di lei sorella, Cristina.

All'origine c'era una cantante, mentre io mi occupavo solamente della chitarra (e dei cori, ma anche delle linee vocali e dei testi all'occorrenza). Dal 2003, la formazione è diventata a quattro.

 

Per§o> Cosa vi ha spinto a formare un gruppo Rock??

Tatiana> Semplicemente e banalmente, l'amore per la musica in generale, le grandi “influenze” che hanno accompagnato la nostra infanzia e adolescenza, la passione per le chitarre distorte e per l'impatto sonoro che ti sfonda lo stomaco, il divertimento e la coscienza, la sensazione che ciascuna di noi prova nel suonare il proprio strumento e la voglia di comunicare con gli altri, con il proprio linguaggio.

 

Per§o> Come avete scelto il nome della band??

Tatiana> E' stato il risultato di una ricerca mirata a cogliere la sintesi del nostro approccio alla musica. Ma di questo ce ne siamo rese conto soltanto dopo.

Le Menadi erano, nell'antica Grecia, le seguaci del Dio Dioniso. “Allegre” fanciulle che, invasate dalla divinità, la celebravano con canti, musica e danze sfrenate e che attraverso la musica (e il vino) raggiungevano uno stato di estasi durante il quale sacrificavano animali, ma anche uomini, dice qualcuno.

Il culto praticato dalle Menadi (che letteralmente in greco significa “furenti”) si è tramandato sino a Roma, dove l'Autorità dell'epoca arrivò a proibirlo ritenendolo pericoloso e sovversivo.

La scelta di questo nome racchiude sia le nostre radici culturali (proveniamo tutte da studi classici), che l'essenza delle nostre personalità, quel pizzico di follia e di irrazionalità che gioca un ruolo determinante nella nostra musica, il riferimento ad una figura femminile forte e aggressiva che, al tempo stesso, si ritrova vittima delle proprie passioni ed impulsi, l'amore per le figure emarginate e bistrattate, l'aspetto giocoso e al tempo stesso marziale che cerchiamo di evocare...nel nome ci sono tutti gli aspetti cardine della nostra musica.

 

Per§o> Purtroppo non ho avuto la possibilità di ascoltare il vostro cd, solo qualche minuto della canzone Wheeling...per questo vi chiedo, come inquadrate il vostro sound?

Tatiana> Probabilmente, se avessi sentito “Conflitti e Sogni”, continueresti a chiedertelo! In molti ci fanno questa domanda, forse perché nei nostri brani non c'è il riferimento ad un unico genere, piuttosto vi si scorge una pluralità di sfumature e di influenze che caratterizzano proprio il nostro modo di pensare e scrivere musica.

Amiamo il sound corposo e aggressivo, ci affacciamo al cross-over talvolta e ci piacciono le chitarre metal; a questo aggiungiamo la nostra creatività e il percorso musicale di ciascuna (abbiamo gusti ed influenze musicali molto diverse), e questo ci aiuta a trovare quell'amalgama che rende difficile l'individuazione e l'inquadramento in uno stile preciso.

 

Per§o> Ogni gruppo mischia dentro di sè varie influenze e varie ispirazioni. quali sono i gruppi che vi hanno influenzato maggiormente?e quali i musicisti che più vi hanno contaminato anche non suonando il vostro stesso strumento??

Tatiana> Per l'appunto, come accennavo prima, le influenze sono molteplici e varie per ciascuna di noi.

Per tutte, posso citare il rock degli anni '70 con Led Zeppelin e Deep Purple in testa, anche se poi non vogliamo assolutamente dimenticare Emerson, Lake & Palmer, o King Crimson, o Jethro Tull...Di quel periodo vogliamo conservare l'attitudine, quella che portava i musicisti a salire sul palco per offrire uno spettacolo fatto di musica suonata e di divertimento che derivava anche da un grosso spazio lasciato all'improvvisazione (e di conseguenza alla “libertà”).

Accanto a questi maestri, siamo fiere di collocare i Metallica, che un po' per tutte sono un punto di riferimento: inutile dire che il suono compatto e poderoso delle chitarre è di grande insegnamento (ma qui mi viene da citare anche i Pantera, però!).

Poi, vediamo...abbiamo le tastiere e questo ci da' modo di aprire la mente ad atmosfere diverse: da questo punto di vista, Tanya (tastiere) è una cultrice della musica classica ma anche, all'opposto, dell'elettronica; ascolta Chemical Brothers, Prodigy, Depeche Mode e filtra queste influenze anche nella nostra musica.

Cristina è innamorata del basso di Pastorius e della sua genialità: il suo modo melodico di affrontare lo strumento deriva da questo, ma anche dall'ascolto di musica jazz, fusion...

Lucy ha una passione incondizionata per Bonham, ma quando suona è la reincarnazione di Lars (Metallica, ovviamente...guardare le facce che fanno entrambi per credere!).

Tutte ascoltiamo di tutto e questo viene, anche spesso inconsciamente, assorbito e poi riversato nei pezzi durante la fase compositiva.

 

Per§o> L'EP Conflitti e Sogni è il vostro primo lavoro ufficiale,(dopo un primo EP autoprodotto nel 2004, correggetemi se sbaglio), uscito a fine 2005.

Prodotto da Red House Recordings sotto la direzione di David Lenci. Com'è stato lavorare affianco a David e allo lo staff in generale?? Quali sono stati gli aspetti più piacevoli e quelli meno delle registrazioni??Come vi siete trovate rispetto all'autoproduzione??

Tatiana> Nell'autoproduzione tieni tutto molto sotto controllo e puoi prendertela soltanto con te stesso se le cose non sono andate come volevi o sarebbero potute andar meglio.

Quando lavori con uno staff di persone, ovviamente, le cose appaiono più complicate, ma proprio per la presenza di più collaboratori, tutto risulta meno faticoso e stressante!

Con i ragazzi del RHR ci siamo trovate bene: lo studio era quello di cui avevamo bisogno per puntualizzare alcuni aspetti del nostro sound ed è certamente un'esperienza che ha arricchito e stimolato il nostro modo di affrontare la band, dal punto di vista “professionale”.

Lavorare con persone dotate di conoscenze ed esperienza ti insegna molto, soprattutto se impari a “rubare” con gli occhi dal lavoro altrui: diventa tutto utilissimo e formativo.

Il lavoro in studio è un aspetto importante del fare musica e richiede uno staff unito e coeso verso l'obiettivo: noi ci riteniamo soddisfatte del lavoro svolto e ringraziamo il RHR per questo, ma siamo già pronte a guardare avanti e a metterci nuovamente alla prova.

La registrazione è un momento che trovo divertente, addirittura, perché ti da' l'opportunità di metterti alla prova, sfidi le tue possibilità e capacità e ti arrabbi quando qualcosa non viene come tu la pensi e desideri, cerchi di fare del tuo meglio e devi dare il massimo perché quello che registri rimarrà inciso e sarai costretto a sentirlo a vita, deve essere significativo...io lo trovo divertente, sì, e credo sia una buona palestra. Certo, quando hai dei giorni no e la gente ti gira attorno pretendendo da te il massimo...diventa pesante, ma fa parte del gioco anche questo e impari a farci i conti.

 

Per§o> Credo che il palco per ogni musicista sia la massima espressione e soddisfazione. Vedere la gente che si muove, balla, poga, che canta le tue canzoni o che semplicemente ti sente per la prima volta e sta lì a guardarti rapita con lo sguardo, sono emozioni forti e uniche. Voi cosa ne pensate? Che rapporto avete con il palco?

Tatiana> Il live è il momento che maggiormente amiamo. E' il momento in cui ti lasci andare al vero spirito del rock, che poi altro non è che il divertimento e la voglia di comunicare con il pubblico.

Da sempre La Menade da il meglio di sé sul palco: il live è qualcosa che prepariamo con attenzione, anche perché crediamo che sia il banco di prova reale per tastare il tuo lavoro e il responso della gente che l'ascolta.

Dopo appena pochi mesi dalla formazione della band eravamo già su un palco a fare la nostra prima performance e, da allora, non ci siamo più fermate. Stare lontane dal palco crea una sensazione di privazione...davvero, l'abbiamo provata nel periodo delle registrazioni. Ti manca la gente, il rapporto fisico, l'emozione che provi quando da sopra il palco vedi le persone che partecipano al tuo spettacolo.

La Menade è un gruppo da vedere dal vivo, decisamente.

 

Per§o> Avete delle date in programma?ma dalla mia terra, la Toscana , non passate mai :P ?

Tatiana>Sì, ne abbiamo qualcuna: il 29 aprile saremo a Tivoli (al Fuze Pub); il 6 maggio alle Cave (Isernia); il 13 alle Cantine Mediterraneo a Frosinone; il 20 dalle parti di Benevento e il 28 ad un festival più o meno a Tivoli. Abbiamo in programma una data verso Firenze, stiamo definendo l'accordo...ci aspetti?

 

Per§o> Oggi giorno, purtroppo, troppo spesso si da poca importanza ai testi e alla voce in generale. Basta guardarsi attorno per capire. Come vi sentite da questo punto di vista?Chi scrive i testi di voi?Preferite farlo in italiano o in lingue estere?..e che importanza gli date rispetto alla musica??

Tatiana> Per noi il testo è il giusto completamento della musica: sono due cose inseparabili ed inscindibili. Il testo non può prescindere dalla musica e viceversa. Il fatto che cantiamo in italiano, ci porta poi a dare una maggiore attenzione a questo aspetto e a ricercare uno spessore per i nostri testi. L'italiano è una lingua meravigliosa, ricca di poesia ma molto difficile da rendere attraverso l'aggressività del rock: è qualcosa a cui non siamo abituati e che per questo può suonare strana.

Proprio questo, unito all'esigenza di trovare un canale comunicativo con chi ci ascolta, ci spinge a curare attentamente l'aspetto testuale. Solitamente diamo spazio a vari argomenti, non c'è un tema principale che ci interessa: può trattarsi di emozioni, di fatti che non ci vanno giù, di rabbia, ricordi...qualsiasi cosa può darci lo spunto per raccontare. Crediamo però che sia importante farsi capire, perché sebbene la musica sia divertimento, non è pensabile, per noi, chiudere gli occhi e far finta di non vedere la realtà circostante, e questo ci porta inevitabilmente a confrontarci con tutta una serie di problematiche importanti sulle quali chiediamo un po' di attenzione.

 

Per§o> Ritorniamo a parlare di composizione. Il fatto di usare le tastiere da molta più

libertà e fantasia a tutti in fatto di arrangiamenti e di "costruzione" del pezzo,ma al tempo stesso tende ad ammorbidire il sound generale. Cosa ne pensate?Parlando proprio della creazione dei vostri brani,come nascono?Chi per prima prende l'iniziativa??

Tatiana> Non sono d'accordo, o almeno non completamente. Credo che tu abbia espresso un luogo comune nel quale già ci siamo imbattute. Il punto è che le tastiere sono uno strumento talmente versatile che ne puoi fare davvero ciò che vuoi.

Prendi i Rammstein...se il loro sound è morbido, io canto come Cristina D'Avena (con il massimo rispetto per una donna che mi ha cresciuto!!!).

Ne La Menade le tastiere sono essenziali: tracciano atmosfere surreali e magnetiche, melodie classiche e a volte loop dal suono sintetizzato; questo s'intreccia con una sezione ritmica invasiva e possente e disegna un modo diverso di concepire la dialettica tra chitarra e tastiere. E' uno scontro/confronto che ci ispira molto e attraverso il quale riusciamo a creare situazioni anche molto aggressive. D'altro canto, la ricerca della melodia è qualcosa che ci è propria, perché, nel nostro modo di vedere la musica, la melodia è essenziale. Ma è una melodia che non perde di potenza e che non si fa banale, e questo proprio grazie ai giochi melodici che caratterizzano le tastiere.

I nostri brani nascono sempre per caso.

Ciascuna può essere l'autrice di un riff o di un testo che poi, portato in sala prove alla mercè delle altre, può trasformarsi in tutt'altro, e ciò proprio in virtù delle differenti influenze che ci animano. Solitamente, il pezzo nasce in sala quando ci lavoriamo tutte insieme. Insieme costruiamo la struttura e definiamo alcuni particolari, poi ciascuna autonomamente pensa alla sua parte e ci lavora sul multitraccia.

Per quanto riguarda “Conflitti e Sogni”, posso entrare più nello specifico, se vuoi.

“Inquietudine” nasce dal riff di un nostro amico/collaboratore, Nicola, sul quale abbiamo ridisegnato le strofe ed io ho scritto linea vocale e testo; “H174 517” nasce da un loop di Tanya che ha ispirato il testo (mio) ed il titolo criptico (Lucia); “Strane Idee” era una vecchia idea di Tanya, mio è il testo; “Sei per me” è un mio brano, musica e parole; “Wheeling”, un'idea nata in sala prove (per la colonna sonora di un film) il cui primo input è partito da Tanya e Cristina.

 

Per§o> Probabilmente se ci sono io a intervistarvi al posto di "un" Piero Scaruffi,significa che ancora (purtroppo) non vivete di sola musica. Cosa fate nella vita??Si può vivere di sola musica Rock in Italia??

Tatiana> Wow, che domandone!!! Certo che no, non almeno al nostro livello!!!!

Molto sinceramente non so' cosa risponderti. Posso dirti che adesso, a noi, la cosa sembra improponibile visto che, per quanto suoniamo e giriamo per portare i nostri concerti un po' ovunque, dal punto di vista economico la situazione è piuttosto difficile.

Credo che oggi in Italia, la musica non sia per tutti. Se non hai un appoggio (dalla famiglia, intendo) o un lavoro che te lo consenta, non puoi permetterti di suonare: ci sono molti costi (strumentazione, spostamenti, investimenti veri e propri, spesso autoproduzioni perché nessuno è disposto a darti attenzione e contanti!) da sostenere e pochissime entrate per bilanciare. E' un rischio vero e proprio e ci si deve considerare fortunati a poterselo permettere.

Si può provare a sognare, a lottare e a farsi in quattro per ottenere risultati, ma l'Italia è un paese troppo piccolo, sia nelle dimensioni, sia dal punto di vista del mercato discografico.

Siamo tutti un po' provinciali e questo è un atteggiamento che sta nuocendo alle band italiane a vantaggio di tutto quello che proviene dall'estero. Insomma, esterofilia a tutti i costi ovunque, e intanto le “giovani forze” italiane (ma è così in tutti i settori) non riescono a ricevere la giusta attenzione.

Finchè sarà questo l'atteggiamento, la vedo difficile.

Dato però che non è un delitto sognare, continueremo a farlo fino a quando ne avremo la possibilità.

 

Per§o> Raccontatemi il fatto più bizzarro che è successo a un vostro concerto.

Tatiana> Fatto bizzarro?! Mi viene in mente il concerto di Torino (al Fabrik), dove eravamo andate a suonare per la prima volta e di conseguenza non sapevamo assolutamente che tipo di pubblico avremmo incontrato: bè, diciamo che c'era gente che saliva sul palco e ci incitava (facendo tra l'altro delle smorfie parecchio strane!), chi ballava con entusiasmo e grande partecipazione, chi cantava alcune nostre canzoni e chi si denudava (ubriachissimo, suppongo!) calcando con eleganza la pedana!! Davvero un bel momento!

 

Per§o> Quali sono i 5-10 cd che vi portereste sempre dietro??

Tatiana> Aiuto!!! Credo siano diversi per ciascuna di noi. Che ti dico? Cerco di trovare un compromesso: sicuramente in un ipotetico raccoglitore-cd metteremmo “Master of Puppets”, Metallica; “Toxicity”, System of a Down; “The dark side of the moon”, Pink Floyd; “Led Zeppelin IV”, Led Zeppelin; “Appetite for Destruction”, Guns n' Roses; “Vulgar Display of Power”, Pantera; “Aqualong”, Jethro Tull; “Pump”, Aerosmith; “Storia di un impiegato”, De Andrè; Chemical Brothers; qualche sinfonia di Mozart e come dimenticare la compilation “Barbeque” di Tanya? Ah! Se vogliamo che Kris venga con noi, non possiamo dimenticare “Jaco Pastorius, 1976”! In realtà, è piuttosto difficile limitarsi e scegliere...

 

Per§o> Cosa avete in programma per il futuro??

Tatiana> Concerti. Contemporaneamente stiamo sistemando un po' di idee e di pezzi per la registrazione del prossimo cd, sui tempi del quale non so ancora cosa dirti. L'obiettivo principale è farsi conoscere il più possibile. Staremo a vedere.

 

Per§o> Ed ora convincetemi a comprare il vostro Cd e a venirvi a vedere live!!!

Tatiana> Posso assicurarti che il Cd merita di essere acquistato: sono 6 pezzi, uno diverso dall'altro, sei emozioni, sei contrasti che vale la pena di vivere e scoprire; è un sound corposo e avvolgente, capace di farti muovere e riflettere. E' qualcosa di diverso dal solito. Promesso.

Il live è qualcosa che non puoi perdere: è il momento in cui La Menade raggiunge l'apice della sua essenza, a metà strada tra uno schiacciasassi e una Venere che sa di essere guardata. Un'esperienza unica che non potrai fare a meno di voler ripetere! Assicurato!

 

Per§o> Se volete aggiungere qualcos'altro fatelo pure!

Tatiana> Voglio soltanto ricordare il nostro sito: www.lamenade.com e invitare tutti ai prossimi concerti. Vi aspettiamo!

 

Per§o> Bè l'intervista è finita. Che dire, grazie davvero, spero di vedervi presto live e

per adesso vi faccio un grosso in bocca al lupo!!!

Alla prossima!

Tatiana> Grazie a te e promettimi di comprare il Cd...;)

 

Intervista curata da Per§o